La guerra Israelo-Palestinese sta evolvendo in maniera progressiva e ferina verso un conflitto globale che coinvolgerebbe non solo la striscia di Gaza ma tutta l’area mediorientale.
Mancherebbero poche ore all’invasione dei tank israeliani, pronti a sfondare le linee di difese degli uomini di Hamas in modo devastante e definitivo.
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Una situazione che definire preoccupante è ben riduttivo, tant’è che Papa Francesco in queste ore ha telefonato al Presidente USA, John Biden per chiedere aggiornamenti e pregare per una diplomatica risoluzione verso la pace.
Israele pronto all’annientamento
Il Premier Benjamin Netanyahu ha minacciato con maggior insistenza “conseguenze distruttive” non solo per Hamas, ma anche “per gli Hezbollah e per il Libano“ , ove la milizia filo-iraniana decidesse di scatenare una guerra piena contro Israele: “Ancora non sappiamo se gli Hezbollah siano intenzionati ad andare incontro ad un conflitto totale”, ha affermato il premier israeliano, “Ma se lo facessero, proverebbero poi nostalgia per la guerra del 2006. Sarebbe per loro un errore fatale”.
Una minaccia neanche tanto velata, che rischia di scatenare una guerra globale: intanto fonti vicine ad Hamas affermano che sarebbero 4.651 i palestinesi uccisi e oltre 14mila quelli che sono rimasti feriti nei raid condotti da Israele sulla Striscia di Gaza, come rappresaglia per l’attacco sferrato da Hamas lo scorso 7 ottobre: il 40 per cento dei morti sarebbe purtroppo composto da bambini.
Italia coinvolta
Antonio Tajani, il nostro Ministro degli Esteri, sollecitato sul tema, ha comunicato ai media che ci sarebbero numerose famiglie italiane tra gli abitanti di alcuni villaggi israeliani nei pressi della Striscia di Gaza: “Stiamo seguendo con la nostra ambasciata di Tel Aviv anche tutti gli italiani nel nord di Israele; molti, se non la maggior parte, hanno anche passaporto israeliano.
Monitoriamo la cosa in tempo reale”. La situazione è incandescente, l’alert è scattato ormai da giorni e la Farnesina si sta attivando per il possibile rimpatrio dei nostri connazionali, bloccati in un territorio a forte rischio umanitario: il Governo, fa sapere Tajani, “E’ in prima linea sull’emergenza”.
USA in campo
Sul fronte americano, il Segretario di Stato Stelle & Strisce, Antony Blinken, ha sollecitato Israele ad esser cauto nella risposta bellica: gli U.S.A. sono fortemente preoccupati: Washington non nasconde il timore che si verifichi una truce escalation di violenza e morte in Medioriente, con il coinvolgimento dell’Iran e dei suoi alleati nella regione.
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Per Blinken risulta ormai chiaro che Israele non possa ignorare l’affronto e le morti provocate da Hamas: “Israele non può tornare allo status quo, ma è altrettanto chiaro che non ha intenzione di governare il territorio di Gaza”, ha affermato il politico, intervistato dalla Nbc News. La situazione è gravissima ed in continua evoluzione: non resta che attendere i dispacci dal fronte.