Uno scandalo senza precedenti sconvolge l’aviazione civile. Una mancanza di controlli certificati mettere a rischio migliaia di voli aerei.
Una rivelazione scioccante che riguarda anche le maggiori compagnie aeree nel loro sistema di approvvigionamento dei pezzi di ricambio.

La società Aog Technics Ltd , etichettata come “intermediaria” nella vendita di parti di aeromobili, è accusata ufficialmente di aver venduto migliaia di componenti per i propulsori (modelli Cfm56 e Cf6) con certificati di aeronavigabilità falsificati: il Cfm56 fa decollare i velivoli a corridoio singolo; il Cf6 dà spinta agli Airbus A330 e ai Boeing 747 e 767, jet utilizzati per le tratte intercontinentali.
Controlli certosini sugli Aerei
L’aviazione civile di norma è un settore ultra-regolato, ci sono decine di “filtri” intermedi (a livello di sicurezza certificata) che hanno reso il trasporto d’alta quota il modo più sicuro per viaggiare: ciò perché, per ciascun pezzo presente in un jet, deve essere certificato come “idoneo” all’attività di volo. Persino le tendine, i tappetini sul pavimento, le decorazioni impiegate, devono avere la loro documentazione, onde attestare che il materiale utilizzato si trova lì perché non rappresenta alcun pericolo per la sicurezza: ovvio supporre che lo stesso maniacale controllo sia effettuato per i pezzi di ricambio.
Ogni bullone, ad esempio, deve avere una sua tracciabilità espressa, che parte dalla produzione e termina con l’ispezione, col rilascio di un certificato d’idoneità: nonostante questo, le transazioni commerciali, relative al mercato dei pezzi di ricambio, si basano sulla “fiducia” tra rivenditore e aviolinea, con migliaia di ricambi che viaggiano da una parte all’altra del mondo, attraverso agenti e “broker”.
Ed è proprio nel segmento dei “broker” che si inserisce anche la società Aog Technics Ltd, fondata e gestita da tal Jose Alejandro Zamora Yrala nel febbraio 2015.
Affari in pista di lancio
Gli affari della società inizialmente non decollano: secondo i bilanci, si passa da 3.219 sterline di utili nell’anno 2016 (3.563 euro al tasso di cambio medio), ad appena 722 sterline (816 euro) a fine febbraio 2018; poi, all’improvviso, arrivano incassi record: con la pandemia e la carenza di parti di ricambio, i magazzini dei broker fanno gola alle società di aviotrasporto, diventando dei veri e propri tesoretti, con prezzi aumentai anche di dieci volte rispetto a prima.
Nel 2020 Aog Ltd vede gli utili schizzare a 2,2 milioni di sterline (poco meno di 2,5 milioni di euro); poi a 2,18 milioni nel 2021, a 2,6 milioni nel 2022 e 2,7 milioni a febbraio 2023. Ed è proprio tra il 2019 ed il 2023 che, secondo alcune indagini incrociate, Aog avrebbe iniziato a vendere componenti taroccati, con “documenti falsificati”, come si legge in alcuni rapporti delle società di trasporti, depositati poi in tribunale a Londra.

Il pezzo della vergogna
Uno di questi pezzi, uno “smorzatore” (serve a ridurre le vibrazioni all’interno del motore) finisce a Lisbona, dove viene controllato in maniera approfondita e si scopre che, pur certificato come nuovo, presenta notevoli segni di usura: il centro di manutenzione lusitano comunica indi ufficialmente i suoi sospetti a General Electric, la società che realizza i motori Cfm. Si scopre che nulla corrisponde al vero: firme fasulle, date artefatte, ordinativi farlocchi: scatta l’allarme, e su scala internazionale, con caccia al materiale sospetto.
Da più parti si accusa la società Aog di aver messo in piedi uno maxi frode per truffare i partners commerciali, attraverso una mole impressionante di atti fasulli e certificazioni alterate: ad oggi (ottobre ’23) sono numerosi i vettori ad aver segnalato i pezzi non certificati montati sui loro aerei. Tra questi: American Airlines, Delta Air Lines, United Airlines, Southwest Airlines, Virgin Australia, WestJet, Tap, Tui.
Quel che emerge è un sistema strutturato per imbrogliare le carte, lucrandoci sopra: non ci è scappato (ancora) il morto, ma è certo che qualcosa dovrà necessariamente cambiare; i fornitori dei pezzi di ricambio non sono regolamentati, e questo determina che il metro impiegato, ovvero l’auto-valutazione dell’affidabilità dei distributori, sia altamente fallace.

Mentre addetti ai lavori ed autorità si chiedono come tutto ciò sia stato possibile, i viaggiatori si attaccano letteralmente al carrello, sperando che anch’esso non sia un pezzo farlocco e senza garanzie per la sicurezza dei voli.