Dal numero enorme di varietà alla sua storia e diffusione, tutto quello che c’è da sapere sulla regina dell’autunno.
Anche se fa ancora caldo la zucca è onnipresente nei supermercati e sui banchi dei mercati ortofrutticoli. Ma la conosci davvero?
Ormai ogni supermercato ed ogni negozio di ortofrutta è invaso da tantissime zucche. Zucche da mangiare, zucche per decorare. Zucche intere, zucche tagliate, zucche precotte, pane alla zucca, dolci alla zucca. Decisamente la zucca è la regina dell’autunno. Ma nonostante il nome breve e semplice dietro la zucca si cela un mondo! Tantissime varietà, una storia secolare, infiniti modi di prepararla.
Per zucche si intendono i frutti che, genericamente, appartengono alla famiglia delle Cucurbitacae, in particolar modo alcune specie di Cucurbita (Maxima, Pepo e Moschata) ma anche la Lagenaria vulgaris (la classica zucca che si può mangiare ma che è anche ornamentale a forma di fiasco) o anche il Sicyos Edulis (è una zucca sudamericana che in Italia è usata soprattutto al sud e conosciuta col nome di zucca centenaria. Ha il sapore di una zucchina però).
La zucca di specie Cucurbita è quasi certamente nata nel Sud America (in Perù ne abbiamo testimonianze risalenti a ben 11mila anni fa) ed è da lì che, assieme al pomodoro e ad altri alimenti che col tempo sono diventati di uso comune, arrivò in Europa a seguito della “scoperta” dell’America. Ma ciò non significa che in Europa, e in Italia in particolar modo, non si conoscesse la zucca. Quella che però avevamo noi, e di cui ci parlano anche Plinio e Dioscoride (quindi siamo in epoca greca e romana), era del genere Lagenaria siceraria (quindi la zucca a fiasco di cui scrivevamo prima). Sicuramente anche egizi ed etruschi le conoscevano.
Nella maggior parte dei casi le zucche presentano una buccia dura e liscia. Il colore prevalente è l’arancione, spesso con venature arancioni (o il contrario quindi verde con venature giallo arancioni). La polpa al suo interno è compatta, soda divenendo morbida e quasi burrosa in cottura. Il suo gusto è prevalentemente dolce e per questo si presta molto anche alla preparazione di dolci.