Bagno dopo mangiato? Ecco la verità che sbaraglia troppi falsi miti

Perché non si può fare il bagno dopo mangiato? Quali sono i migliori rimedi per proteggersi dal sole? Ecco cosa c’è dietro i “miti” estivi e come proteggersi (la pelle…e non solo) dal pericolo delle fake news.

Bagno dopo mangiato - falsi miti
photo web source

Per sfatare tutte le false credenze estive, la Croce Rossa italiana e l’Osservatorio Nazionale su Fake News e Disinformazione sulla Salute, in collaborazione con The Fool, hanno identificato e sbaragliato numerosi “miti” riguardanti l’estate che stanno circolando su Internet, mettendo anche a rischio la salute. Ma vediamo nel dettaglio.

Dal divieto del bagno dopo mangiato ai “segreti” dell’abbronzatura perfetta: miti o realtà?

Sarà capitato a molti, durante l’estate, di essere assaliti da un sottile dubbio su come gestire la questione abbronzatura o il bagno dopo mangiato, facendoci interrogare e generando in noi qualche perplessità. Troppo spesso, infatti, circolano false credenze e miti, che vanno sfatati, anche per il bene della propria salute. Cerchiamo di capire quali sono.

L’abbronzatura protegge dalla luce solare? Ecco un falso mito

L’idea, ad esempio, che l’abbronzatura funga da protezione contro i raggi UV non è corretta. Infatti, l’abbronzatura è una risposta fisiologica all’esposizione alla luce solare, ma non può inibire completamente i danni delle radiazioni UV. La sensibilità alla luce solare varia da persona a persona a seconda del tipo di pelle. Persino le persone con carnagione scura, infatti, sono soggette a danni da raggi UV. L’uso di prodotti con protezione solare adeguata, quindi, è sempre consigliato.

Latte e yogurt non alleviano le scottature, a differenza di quanto si crede

Non esistono evidenze scientifiche secondo le quali usare latte e yogurt nel trattamento delle scottature solari apporti qualche beneficio. Per alleviare il bruciore, sarebbe meglio usare acqua tiepida o fresca e creme emollienti. In caso di scottature gravi, è invece necessario consultare un medico.

L’abbronzatura artificiale è più sicura? Altra notizia fake.

Si è riscontrato come l’esposizione ai lettini abbronzanti, che emette principalmente radiazioni UVA, possa causare danni alla pelle, inclusi il fotoinvecchiamento e il rischio di melanoma. Utilizzare dispositivi abbronzanti, inoltre, può incrementare il rischio di cancro della pelle ed è stato classificato come “cancerogeno umano“.

Urina sulla puntura di medusa? Non apporta beneficio

Anche l’idea che l’urina possa neutralizzare il veleno delle meduse sarebbe infondata. Urinare sulla puntura può addirittura peggiorare la situazione, diffondendo il veleno della medusa. Sarebbe meglio piuttosto risciacquare la zona colpita con acqua di mare o applicarla con uno spry, apportando così effetti lenitivi. In casi gravi, se ad esempio si presentassero sintomi come pallore, confusione mentale e difficoltà respiratorie, occorre recarsi in ospedale, perché potrebbe essere in corso uno shock anafilattico.

I prodotti solari scadono dopo un anno?

I prodotti solari hanno, sì, un periodo di utilizzo consigliato, ma non c’è una scadenza fissa vera e propria. Sebbene, infatti, il tempo di utilizzo consigliato in media va dai 9 ai 12 mesi, potrebbero conservarsi più a lungo o per minor tempo. È importante, quindi, conservarli in modo appropriato, seguendo le indicazioni del produttore.

Le creme solari bloccano la produzione di vitamina D? Niente di più inesatto

Utilizzare regolarmente creme solari non ostacola la produzione di vitamina D, come spesso si crede, mentre invece riduce il rischio di cancro alla pelle. Sebbene spesso, in molte persone, si riscontri una carenza di questa vitamina, è sufficiente una breve esposizione al sole quotidiana per ottenere quantità adeguate di vitamina D, come recarsi ad esempio al lavoro o a scuola.

Creme solari e bagno dopo mangiato: falsi miti

Il bicarbonato di sodio non lenisce le scottature

Non vi sono prove scientifiche che il bicarbonato di sodio possa alleviare le scottature. È invece miglior cosa ancora procedere con spugnature di acqua tiepida o fresca (ma mai eccessivamente fredda) e creme emollienti, come quelle a base di calendula o aloe vera. Nel caso di scottature di entità grave, invece, sarà opportuno consultare un medico.

Bagno dopo mangiato: vediamo nel dettaglio cosa si rischia e quando

L’idea che fare il bagno dopo mangiato sia sempre rischioso va chiarita e specificata, e vediamo il perché. Spesso si ritiene che ad essere rischiosa per la salute sia cosiddetta “congestione digestiva”, anche se ciò non ha una base medica valida. Infatti, questo termine si riferisce a un rallentamento della digestione causato dall’irrigidimento dei muscoli dell’apparato digerente in risposta all’acqua fredda. Tuttavia, non è questo ad essere, nello specifico, un problema pericoloso per la vita. Infatti, l’effetto di una immersione in acqua fredda sul processo digestivo, può causare sintomi come sudorazione fredda, brividi, pallore e nausea. Sintomi, questi, che sono più fastidiosi che pericolosi.

Ecco quando è pericoloso fare il bagno dopo mangiato… (o a stomaco vuoto)

Invece, a doverci preoccupare, è l’“idrocuzione”, un fenomeno che causa un improvviso shock termico che può portare a una perdita di coscienza e quindi all’annegamento. Questo rischio non è legato all’aver mangiato, stando a quanto riportato, ma all’entrata brusca in acqua fredda quando si è accaldati, che si abbia lo stomaco pieno o meno. La soluzione è semplice, ma da tenere sempre a mente: occorre necessariamente evitare immersioni brusche ed entrare in acqua fredda a poco a poco per evitare shock termici.

Ora che è tutto più chiaro, torniamo a goderci l’estate, e, come sempre, occhio alle false credenze!

Gestione cookie