Oggi è la presidente del sindacato degli artisti che ha indetto lo sciopero che sta bloccando Hollywood da settimane. Ma ricordate la serie TV che l’ha resa celebre?
Oggi probabilmente questo show non sarebbe mai stato trasmesso ed avrebbe sollevato miriadi di polemiche.
Era l’appuntamento preserale fisso di tutti coloro che sono stati bambini ed adolescenti alla fine degli anni ’90. Tutti abbiamo amato alla follia Tata Francesca e le sue giornate caotiche e chiassose trascorse in casa Sheffield. “La Tata”, titolo italianizzato di “The Nanny” è stato uno show ideato, prodotto ed interpretato da Fran Drescher. E’ la storia di una ragazza single esuberante e chiassosa che, in maniera del tutto casuale, viene assunta come tata di tre ricchi ragazzi di Manhattan. La Drescher, tra l’altro, ha portato nello show molte persone e situazioni della sua vita reale.
Gli amanti della serie sanno già tutto ma per quei pochi che ancora sono all’oscuro di tutto ecco le curiosità più succulente sulla serie:
E’ forse antipatico da scrivere ma il mondo attuale è dominato da una pesantezza e da una seriosità incredibili. Ormai non si può più dire nulla, non si può più scrivere nulla e qualunque cosa, anche la più innocua, può diventare oggetto di polveroni mediatici e polemiche sterili.
Quindi immaginate che catastrofe mediatica sarebbe mai piombata sul mondo della TV se questo show fosse stato proposto nel 2023! Una ebrea single (nel nostro caso una italo americana zitella) alla disperata ricerca di marito che spara a profusione battute sessiste ed offensive nei confronti del suo popolo: sacrilegio! Chissà quanti sit-in davanti agli studios si sarebbero organizzati, chissà quante shitstorm avrebbero dovuto subire le pagine social di tutti i personaggi coinvolti in questo abominio, chissà quanti dibattiti politici ci sarebbero stati intorno a questo show immorale e non inclusivo!
Spero vi renderete conto da soli che sto volutamente esasperando i toni per dimostrare quanto ogni tipo di eccesso sia sbagliato. Anche perché, rifletteteci, qualunque cosa si dica potrebbe urtare la sensibilità di una qualche categoria sociale. E soprattutto non è abolendo lo sfottò o piazzando schwa qui e là che si vincono le battaglie per l’uguaglianza.