Da Tortora a Sabani gli errori giudiziari più emblematici della storia. Sono tantissimi i casi di svarioni giudiziari costati la carriera e la vita di vip.
Un uomo perbene, un vip, viene arrestato a favore di telecamere, esposto alla gogna mediatica, condannato per poi essere riconosciuto innocente e rilasciato.

Da Luttazzi, a Tortora, a Sabani a Serena Grandi. Sono tantissimi i nomi di persone in vista che hanno dovuto subire errori giudiziari per poi pagarne in prima persona.
Carriere distrutte e vite stroncate
Nulla mai potrà tornare come prima infatti. Immaginate delle persone miti, perbene, innocenti e spesso sensibili che vengono arrestate, trascinate via in manette con capi di accuse infamanti. Spaccio di droga, giro di prostituzione, associazioni a delinquere tutte accuse che, però, gli innocenti si vedono cadere addosso come macigni senza nemmeno capire da dove siano potute arrivare.
Enzo Tortora, vive un vero e proprio calvario giudiziario. Condannato a dieci anni costretto a scontare un anno e mezzo ai domiciliari e ben 6 mesi di carcere da uomo innocente all’apice della sua carriera.
Il suo impegno a favore di una giustizia vera, seria, lo porta a diventare eurodeputato, carica dalla quale si dimette per rinunciare all’immunità e farsi giudicare. Dopo 3 anni dal suo arresto viene riconosciuto innocente vittima di false accuse.
Luttazzi e Serena Grandi
Prima di Tortora, il noto conduttore televisivo entrato con la trasmissione Portobello in tutte le case, era stata la volta di Lelio Luttazzi. Un conduttore radiofonico, un uomo innocente di 46 anni che, nel giugno del 1970, viene arrestato insieme a Walter Chiari, noto attore, per spaccio di droga.

Nessuno si fa domande, nessuno approfondisce le accuse, tutti puntano il dito, fino a scoprire che l’unica sua colpa era stata quella di passare un messaggio di Walter Chiari ad una persona sconosciuta rivelatasi poi essere uno spacciatore.
Luttazzi, più fortunato di Tortora, forse, viene rilasciato dopo 27 giorni di cella, da uomo innocente quale era e la sua posizione giudiziaria stralciata.
L’attrice Serena Grandi rinforza questo drammatico elenco. Nel 2003, all’anagrafe Serena Faggioli, protagonista di vari film tra gli anni 80 e 90, viene coinvolta in una inchiesta su un ipotetico giro di droga. Finisce per ben 6 mesi ai domiciliari. La donna, l’attrice, finisce in depressione e nel marzo 2009 si vede prosciolta da ogni tipo di accusa. La sua carriera, però, è finita e la sua vita segnata per sempre. IL suo legale chiede un risarcimento di 500.000 euro ma gliene vengono riconosciuti soltanto 60.000.
Da Tortora a Sabani carriere e vite distrutte
L’ultimo caso in questione è uno dei più drammatici, secondo forse, solo al caso di Enzo Tortora. Parliamo di Gigi Sabani, uno dei più grandi imitatori della storia, show man e conduttore televisivo. E’ l’estate del 1996 quando, per Sabani, inizia un vero e proprio calvario che, purtroppo, lo porterà addirittura alla morte.
L’inchiesta è quella di “vallettopoli”, uno scandalo di provini e favoreggiamenti a luci rosse. Tra i nomi in campo vi sono quello di Valerio Merola, Katia Duso, una minorenne, un giro di prostituzione con la promessa di favorire la carriera. Il 18 giugno 1996 i carabinieri irrompono in casa di Gigi Sabani arrestandolo con l’accusa di reato e truffa a fini sessuali.
Sabani, però, è innocente e lo sa. Anche per lui qualche giorno di carcere ed un calvario durato anni. Solo nel 1998 l’imitatore a artista verrà prosciolto senza nemmeno dover arrivare al processo. Nel frattempo il pm Alessandro Chionna, nel 1997 ha sposato Anita Ceccariglia, ex compagna di Sabani e test chiave nell’inchiesta contro di lui rivelatasi poi una inchiesta infondata come le accuse.
Sabani ottiene un misero risarcimento di 24 milioni di lire per 13 giorni di ingiusta detenzione. La sua carriera è finita, la sua vita segnata. Quell’uomo innocente e sensibile non riuscirà a riprendersi mai più, il 4 settembre 2007 un infarto lo uccide a 54 anni.