Morto e sostituito da un sosia | Paul is Dead

E’ una leggenda metropolitana così ben congeniata che merita di essere raccontata e che circola da ben 54 anni.

Beatles. Foto Web Source

E’ dal 1969 che viene dato per morto: ma di chi si tratta?

Paul is Dead

E’ una delle leggende metropolitane più famose e ben studiate della storia della musica. E’ così ben strutturata ed ha dei sostenitori così accaniti da essere diventata, col tempo, una vera e propria teoria del complotto. Stiamo parlando della PID Theory ovvero della teoria Paul is Dead, Paul è morto. Il Paul in questione è il celeberrimo Paul McCartney, ex membro degli altrettanto celebri Beatles.

Paul is Dead. Foto Web Source

Cosa sarebbe accaduto

9 Novembre 1965. Ore 5.00 del mattino. Dopo un acceso litigio con i membri del gruppo Paul esce dagli studi di registrazione e si infila in auto. Ma lungo la strada scorge Rita, un’ autostoppista, e decide di darle un passaggio. Quando però Rita si accorge che il suo autista è niente meno che uno dei Beatles ha una reazione esagitata. Per calmarla Paul perde il controllo dell’auto che finisce fuori strada e prende fuoco uccidendo entrambi. I Beatles vengono subito informati. Sono dispiaciuti ma anche spaventati: sono all’apice del loro successo, la gente potrebbe reagire male alla perdita di Paul. Bisogna agire in fretta, occultare il cadavere (secondo una teoria sarebbe stato proprio John Lennon a farlo) e sostituire Paul. E qui entra in scena William Campbell, un attore che aveva vinto un concorso indetto per trovare un sosia di Paul.

Questi non solo aveva lo stesso aspetto di McCartney (ma ci sono alcuni che affermano che all’attore siano stati cambiati i connotati attraverso alcuni interventi di chirurgia plastica) ma anche la stessa voce, lo stesso talento musicale ed era addirittura mancino come lui. La teoria della sostituzione di persona, secondo i sostenitori di questo complotto, sarebbe suffragata dal fatto che proprio dal 1966 i Beatles smisero di esibirsi dal vivo e dal fatto che si fecero tutti crescere barba e baffi. William Campbell era infatti molto simile a Paul ma non perfettamente uguale e quindi i baffi avrebbero aiutato a camuffarne al meglio il volto.

 

Le prove del complotto

Teoria del complotto Paul is Dead. Foto Web Source

La parte più affascinante della storia inizia ora. In un primo momento i restanti tre Beatles decisero di mantenere il segreto ma poi per senso di colpa decisero di rivelare a poco a poco la verità. E lo fecero disseminando indizi nei testi delle loro canzoni e nelle foto di copertina dei loro album. Il primo indizio è nella copertina dell’album Abbey Road. La foto è famosissima ed immortala i 4 di Liverpool mentre attraversano sulle strisce pedonali. Secondo i sostenitori del PID questa scena rappresenterebbe il funerale di Paul: John sarebbe l’officiante del rito funebre, Ringo sarebbe il becchino, George lo “scava fosse“. Paul sarebbe, ovviamente, la salma. Lo dimostrerebbero i piedi nudi e il fatto che lui non sia al passo con gli altri. Sul fondo della foto, poi, si vede chiaramente la targa di un maggioloneLMW 28IF. Il significato della targa sarebbe: Paul avrebbe avuto 28 anni se fosse stato in vita.

Copertina Sgt. Pepper. Foto Web Source

Anche la copertina di “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band” simulerebbe un funerale. I 4 sono circondati da personaggi celebri e tutti sono in piedi davanti ad una fossa piena di fiori. E’ indubbiamente il funerale di Paul. Perché? Perché basta posizionare uno specchietto a metà della scritta sul tamburo “Lonely Hearts” per leggere: I ONE IX HE DIE e cioè: IL NOVE NOVEMBRE LUI E’ MORTO. Ma gli “indizi” che i sostenitori del PID ritengono rivelatori di sconvolgenti verità sono tantissimi.

La verità

Ovviamente tutto questo non è reale. La PID è una leggenda metropolitana, molto ben studiata ed oggettivamente affascinante. Come per tutte le leggende metropolitane anche questa ha un fondo di verità: effettivamente Paul sul finire del 1965 aveva avuto un incidente, ma si trattava di una banale caduta dal motorino. Labbro spaccato, qualche dente saltato, ma nulla di serio. Da quando si seppe che Sir Paul aveva avuto un incidente però si iniziò a fantasticare, ad imbastire teorie, ad elaborare dinamiche.

Pian piano prese forma la Paul Is Dead theory. Una teoria che, in realtà, ha fatto molto comodo ai Beatles che su essa giocavano (lo provano proprio le copertine degli album e i testi delle canzoni) e che hanno sfruttato per diventare ancora più celebri di quanto già non fossero. E McCartney? Beh, lui sulla sua “morte” è stato chiaro:

“Sono vivo e sto bene e non mi interessa delle voci sulla mia morte. Ma se non fossi morto, sarei l’ultimo a saperlo…”

 

Sai che ci sono parecchi personaggi famosi dati per morti ma che in realtà sono vivi e vegeti? No?!? Guarda QUI

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