Scompare, all’età di 71 anni, il compositore premio Oscar giapponese Sakamoto

È stato uno dei più grandi compositori a livello internazionale, ma la malattia ha avuto la meglio su di lui, portandoselo via con sé all’età di 71 anni.

Il maestro Ryuichi Sakamoto è morto martedì. È stato vincitore, anche, di un premio Oscar nel 1987 per le musiche composte al film “L’Ultimo imperatore” di Bertolucci.

Scompare, all’età di 71 anni, il compositore premio Oscar giapponese Sakamoto
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La notizia della sua scomparsa è stata diffusa dalla sua agenzia solo qualche giorno dopo la morte.

Sakamoto, la scomparsa di un artista

Aveva 71 anni ma era considerato uno dei più importanti compositori della stoa del cinema e non solo. Lui, Ryuichi Sakamoto, se ne è andato via, lo scorso martedì, dopo aver combattuto a lungo con un brutto male. A renderlo noto, soltanto ieri, è stata la sua agenzia.

Era nato nel 1952 ed era stato uno dei primi a sperimentare il mix fra la musica occidentale elettronica e quella etnica orientale. Nel corso della sua carriera, Sakamoto era stato insignito di numerosi riconoscimenti, fra cui il più importate grazie ad una collaborazione con un regista italiano, Bernardo Bertolucci. Era stato proprio il nostro regista a volerlo per la composizione della colonna sonora del suo film, “L’Ultimo imperatore”, che gli è valso l’Oscar nel 1987.

Sono una persona timida, non esibizionista e non sono abituato, ne’ amo, mostrare la mia vita quotidiana” – raccontava Sakamoto, di sé, in alcune interviste. Ha trascorso la sua intera esistenza sperimentando musica ed unendo l’elettronico occidentale con la musica orientale, più calma e tranquilla.

Scompare, all’età di 71 anni, il compositore premio Oscar giapponese Sakamoto
Ryuichi Sakamoto a Venezia – photo web source

Il premio Oscar nel 1987

Ascoltando le sue musiche, era già solo attraverso pochissime note, possibile immergersi in atmosfere che, seppur moderne (dati i suoni elettronici in esse comunque presenti), sembravano invece accompagnarti molto più lontano nel tempo. Sakamoto era stato un componente degli “Yellow Magic Orchestra”, gruppo che mescolava la musica elettronica giapponese e il j-pop.

Ma è stato il cinema anche una parte fondamentale della sua carriera. Nel 2017 è uscito nelle sale un film documentario su di lui e sulla sua carriera, nel 2013 era stato anche giurato alla Mostra del Cinema di Venezia. “Il cinema è da sempre una grande fonte di ispirazione per me. Tutta la mia musica la concepisco come fosse una colonna sonora senza film” – aveva raccontato in un’altra intervista.

Se da un lato c’era il cinema e la musica, dall’altro c’era anche il suo legame con la natura, specie quella del suo paese, il Giappone. Sia la tragedia dello tsunami che quella del disastro di Fukushima, lo hanno profondamente segnato, portandolo cosi a diventare un attivista.

Nel 2011, Sakamoto è stato tra i firmatari di un appello, fatto da oltre 300 personalità, contro l’atomo a uso civile, poco prima del minuto di silenzio in memoria delle vittime e della triplice catastrofe dell’11 marzo 2011.

Una vita perennemente in musica, che ora continuerà ad esserlo anche in cielo.

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