Muore ad 84 dopo una breve malattia cardiaca il giornalista Gianni Minà. Le sue interviste sono state fra le più famose.
Nella sua lunghissima carriera ha intervistato praticamente tutti i personaggi più importanti della sua epoca.

Da Castro a Maradona, da Muhammad Alì a “Gabo” Marquez Gianni Minà con il suo stile inconfondibile ci ha raccontato i personaggi simbolo del ‘900.
L’amico di tutti
“Io invidio Gianni Minà per la sua agendina telefonica. E’ una cosa da invidiarlo! Lui si mette lì e chiama. E non è che gli attaccano il telefono in faccia, eh! Alla lettera “F” lui ha “Fidel”! Lui chiama tutto il mondo! Non gliene frega niente!”
Massimo Troisi
Erano gli anni ’90 e Gianni Minà invitò Massimo Troisi su Rai1 per festeggiare il compleanno di Pino Daniele. Furono 20 minuti di assoluta genialità e comicità. Fa strano e mette addosso tanta nostalgia pensare che ora nessuno dei tre sia più su questa terra.
Lunedì 27 marzo in una clinica romana si è infatti spento il giornalista e conduttore Gianni Minà. Nato a Torino il 17 maggio del 1938, Minà nel corso della sua carriera ha intervistato i personaggi più iconici del mondo della cultura, dello sport, della politica e dello spettacolo. E se anche non è riuscito ad intervistarli li ha comunque incontrati, come fu per i Beatles.
Le interviste più famose
Non basterebbe lo spazio di un’enciclopedia in 12 volumi per elencare i nomi di tutti i personaggi che Minà ha avuto modo di intervistare. Possiamo però menzionare quelle in assoluto più famose.
Fidel Castro. Su di lui Minà girò un documentario. “Cercherò di essere sintetico” disse Castro all’inizio di un’intervista che durò “appena” 16 ore!
Maradona. Anche Maradona fu protagonista, non solo di un libro, ma anche di un documentario. Minà ha sempre amato e stimato molto El Pibe de Oro. Affetto e stima ovviamente ricambiati dal calciatore che permise al giornalista di scavare a fondo nella sua anima. Lo portò addirittura con sé durante le sue sedute dallo psicologo.
Muhammad Alì. Anche il più famoso pugile al mondo fu protagonista di uno dei documentari di Minà. Nella sua ultima intervista, rilasciata lo scorso anno al Corriere.it, Minà affermò di aver trovato la forza di non abbattersi proprio ricordando le parole di Alì.
“Sono vecchio e con acciacchi più o meno seri che mi hanno complicato la vita. Non vedo più tanto bene, faccio molta fatica a leggere, ma continuo a farlo, a studiare, a scrivere. Mi sono fermato psicologicamente durante la pandemia, pensavo fosse una disgrazia insopportabile accaduta proprio a me. Poi semplicemente, mia moglie Loredana mi ha fatto ricordare la lezione di Muhammad Alì, che quando passava a Roma ci veniva sempre a trovare con la sua Lonnie.
Lui, “the greatest”, il più grande, colpito proprio nella parola che aveva usato così mirabilmente per difendere i diritti civili della sua gente diceva spesso: “Ho ricevuto così tanto dal mio Dio che neanche questa malattia può minimamente pareggiare quello che ho ricevuto da Lui”. In fondo, è così pure per me. Sono state quindi le parole di Muhammad Alì a farmi trovare un modo altro, diverso per continuare la mia professione di giornalista. Anzi, ora ho imparato ad ascoltare di più e meglio»
Ci piace concludere questo nostro ricordo di Gianni Minà con il video relativo all’intervista che fece a Troisi per il compleanno di Pino Daniele.