Ad un passo dal mare, ma nel pieno dell’area collinare. Sembrerebbe un controsenso ed invece è la realtà di Gradara e del suo territorio ricco di storia.

A pochi passi dal mare di Cattolica e Gabicce, ma immerso nell’area collinare di Pesaro Urbino. Un mis di elementi che fanno di questo territorio uno dei borghi più belli d’Italia.
Gradara: il borgo dei borghi
Dall’alto della sua rocca, troneggia e primeggia sul territorio che sovrasta. Gradara, comune al confine fra Marche ed Emilia Romagna, è una delle zone più belle d’Italia che vale la pena visitare. Situato nell’entroterra, dall’alto della sua posizione dà il suo sguardo anche al Mare Adriatico, senza voltare le spalle, però, all’Appennino.
Centro del suo interesse in tutta Italia è la Rocca Malatestiana. Stiamo parlando, infatti del Castello di Gradara (più comunemente conosciuto con questo nome) che costituisce la vera attrattiva di questo territorio. Un vero e proprio castello fortezza, tipico del Medioevo, protetto da una cinta muraria lunga oltre 800 metri.
Una struttura imponente per una cittadina che è stata per anni, una sorta di crocevia di uomini e mezzi. La fortezza di Gradara è stata uno dei principali teatri degli scontri tra le milizie fedeli al Papato e le turbolente signorie marchigiane e romagnole. Salendo nella sua parte più alta, come dicevamo, è possibile “dare uno sguardo” anche al mare Adriatico, così lontano ma apparentemente così vicino.
La sua Rocca: un castello dalla medioevale storia
Il castello è stato costruito nel 1150 dalla famiglia dei De Griffo, famiglia poi caduta in disgrazia presso il papato. Successivamente a questo episodio, il castello venne affidato al condottiero dei guelfi di Romagna, Malatesta da Verucchio, capostipite e fondatore della dinastia dei Malatesta. Furono i Malatesta a decidere l’edificazione delle due cinte di mura, erette tra il XIII e il XIV secolo.
Nel 1445 Galeazzo Malatesta decise di vendere Gradara a Francesco Sforza per 20.000 fiorini d’oro; quando però Francesco arrivò a Gradara per entrarne in possesso, Sigismondo Pandolfo Malatesta si rifiutò di consegnargliela e anche di restituire il denaro. A seguito di ciò Francesco Sforza, alleato del duca Federico da Montefeltro, mosse verso Gradara per prendersela con le armi.
Il suo esercito, cinse d’assedio ed attaccò duramente per 40 giorni la fortezza. Grazie alle intemperie e all’imminente arrivo dei rinforzi del Malatesta, Francesco Sforza fu costretto a ritirarsi, lasciando Gradara nelle mani di Sigismondo.
La stessa rocca non sarà di solo dominio dei Malatesta ma, successivamente, lo sarà anche dei Borgia e dei Della Rovere. Sarà una proprietà privata sino al 1928 quando fu venduta, con diritto di usufrutto, allo Stato Italiano dalla vedova di Umberto Zanvettoni, l’uomo che finanziò il restauro sia del castello che della sua cinta muraria.

Una storia d’amore nel castello: Paolo e Francesca
Intorno al castello di Gradara ruota anche la letteratura italiana. In particolare Dante Alighieri. Si narra infatti che questo castello abbia fatto da sfondo all’amore, finito tragicamente, fra Paolo Malatesta e Francesca da Rimini, narrato proprio dal Sommo Poeta nel suo V canto dell’Inferno.
Paolo e Francesca erano due nobili che vissero, secondo la leggenda, proprio nella rocca di Gradara nel XIII secolo. La loro è una storia d’amore fedigrafo così fortemente ostacolata dalle rispettive famiglie da finire in un tragico duplice omicidio.
Cosa fare a Gradara
Il castello è a tutt’oggi un vero museo a cielo aperto. Al suo interno i visitatori potranno ammirare la ricca collezione di armi, armature, affreschi e altri oggetti che descrivono la storia e la vita dell’antico borgo. Un sito ideale per passeggiare romanticamente con il proprio parter ammirando panorami mozzafiato che spaziano sino alla costa adriatica.
Degna di nota anche la tradizionale cucina offerta da molti piccoli ristoranti basata su ottime ricette sia di pesce che di carne Una specialità del posto, che non si può non assaggiare, è la ciambellina di Gradara. Un dolce tipico dalla forma rotonda e dalla consistenza morbida composta da farina, zucchero, uova e burro il tutto cotto al forno e ricoperto da una spolverata di zucchero a velo.

La città di Gradara è stata, anche, insignita della Bandiera Arancione, marchio di qualità turistico ambientale da parte del Touring Club Italiano ed è, inoltre, riconosciuta anche come uno dei più bei Borghi d’Italia, per il suo patrimonio artistico e culturale.